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Tavolo T:
struttura e gambe in ferro verniciato, piano composto da taglieri in massello sp. 30 mm in diverse essenze (noce, acero, ciliegio, rovere) provenienti da legni di riforestazione.
Dimensioni: versione rettangolare 75x203-250 cm; versione quadrata 75x75-120 cm, altezza 75 cm.

Tavolo YY:
struttura in tubolari di ferro sezione mm 50x25, con finitura naturale a olio, piano rettangolare in massello di spessore 5 cm.



Per il concorso per il progetto di un tavolo in legno massello indetto da Riva1920 abbiamo presentato due proposte: tavolo T e tavolo YY.

TAVOLO T

Ritorno al concetto antico del tavolo come luogo principe della socialità, fulcro attorno al quale ruota la vita della famiglia.
Tavolo dove si mangia ma anche dove si preparano le pietanze. Tavolo dove la domenica magari si fanno le tagliatelle. Dove i bambini studiano e fanno i compiti, ma anche giocano, disegnano, dipingono, mentre gli adulti lavorano.
Tavolo dove riscoprire il piacere di coltivare un hobby. Tavolo dove ci si siede accanto agli amici e dove è semplice aggiungere un posto per un amico in più.
Il punto chiave che guida l’idea progettuale è: combinare il gusto estetico legato al materiale a un approccio funzionale e giocoso.
Il tagliere è un’asse di legno che fa della sua semplicità il valore cardine. Ogni pezzo è unico. Grazie all’accostamento di essenze diverse, si esaltano le differenze e le caratteristiche proprie di ciascun legno, la vena, il calore, il profumo.
Il tagliere è strumento legato al “fare”. Grazie alla scelta del tagliere “giusto”, il tavolo, senza tovaglie e cerate, viene vissuto: il bambino sceglie un tagliere di acciaio per dipingere o colorare, su un tagliere di porcellana si appoggia direttamente il cibo, su un tagliere in essenza meno pregiata si può anche fare bricolage mentre si sceglie un tagliere di noce dal colore caldo per una cena speciale.
Il tavolo viene fornito con un numero doppio di taglieri rispetto alla lunghezza del piano, in modo da lasciare all’utente la libertà di comporre il piano. I taglieri non utilizzati vengono riposti in un mobile di servizio (o una consolle) pensato come uno “scrigno”.
Non è un tavolo allungabile. Un sistema a cannocchiale, integrato con una molla, alle due estremità dei traversi rende flessibile l’accostamento di taglieri e consente l’introduzione di pezzi con misure diverse da quelle standard. Il sistema è estremamente semplice e di facile utilizzo: esercitando una forza di trazione da entrambe le estremità, i traversi si allungano di 25 cm per parte.
Rilasciando le gambe, le molle richiudono il piano tenendo accostati perfettamente i taglieri.

 

TAVOLO YY

Il disegno delle gambe è il risultato della ricerca di un sistema semplice ma non convenzionale di sostegno baricentrico del piano, che lavora sull’equilibrio di 3 punti di appoggio sia verso il legno che verso il pavimento.
Le gambe sagomate ad Y, inclinate di 35° rispetto alla verticale, sono accoppiate in modo specchiato sia orizzontalmente che verticalmente: questo consente di allargare la base d’appoggio a terra ma anche verso il piano.
Il punto di giunzione tra le Y è un incastro statico (fatto a saldatura o con l’utilizzo di lunghe viti in inox) che realizza un sistema di archi a 3 cerniere per conferire la necessaria rigidità strutturale.
Il fissaggio piano-gambe è risolto con piattine in ferro saldate ai tubolari, da avvitare al legno massello. Sono previste delle fresature nella faccia inferiore del piano, in modo da incassare a raso le piattine. Le fresature rappresentano una “dima” che velocizza il montaggio e semplifica la logistica dei trasporti (non è necessario assemblare il tavolo a laboratorio, arrivando così a ridurre i volumi di carico).
In alternativa alla finitura in ferro naturale a olio, le gambe possono essere proposte con verniciature più tradizionali (laccato, micaceo, ecc). Una variante interessante sarebbe quella di differenziare il colore delle Y diritte e di quelle rovesciate, enfatizzando così la logica del sistema statico.