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Fuori Salone 2013
Centro Artistico Alik Cavaliere, Via De Amicis 17, Milano – 9/19 aprile 2013


Progetto di Francesca Molteni/Muse con Margherita Palli/NABA, Alice Gramigna e Gianluca Cesana con la collaboarzione di Giulia Klimciuk e Laura Galmarini
Progetto di illuminazione LED di Luca Bolla/Laluce
Costumi di Caterina Crepax e Cecilia Bringheli
Proiezioni di Muse con Studio Due Effe


Arte e design si incontrano nell’installazione Alik in Wonderland, un’immersione nel magico mondo di Alik Cavaliere e nella favola di Lewis Carroll.

La meraviglia è la chiave di questo progetto, che offre al pubblico del Fuorisalone l’occasione di scoprire l’opera di Alik Cavaliere, (1926-1998), scultore, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera e protagonista della cultura milanese, attraverso le applicazioni di un materiale tecnologico ed evocativo, I-Mesh, una fibra in forma di griglia multi-assiale per l’architettura e il design, prodotta da Sailmaker International.
A scandire il tempo della favola, gli orologi Mirror, disegnati da Marco Acerbis per Diamantini&Domeniconi, segnano sempre il giorno del mese e non l’ora, come l’orologio del Cappellaio matto.

Il luogo dell’installazione, fantastico e reale insieme, è il Centro Artistico Alik Cavaliere, nel centro di Milano, atelier e laboratorio di idee dell’artista. Un mondo dove le regole, la scala, l’atmosfera sono altre e lontane dal quotidiano. Un luogo di felicità, di piacere, di gioia della scoperta. Come nella favola raccontata da Walt Disney e da Tim Burton, un universo incantato di parole, immagini, luci e suoni, dove gli incontri sono straordinari.
“Sono sempre le sei del pomeriggio, è sempre l’ora del tè”. A offrire agli ospiti ristoro e indovinelli, ci sono Alice, la Regina di Cuori e il Cappellaio matto, in un percorso realizzato con I-Mesh che conduce il visitatore dal “fuori”, la città, dentro lo spazio della favola, fino al cortile interno, cuore dell’installazione.

Perché, come dice Alik Cavaliere: “Ho sempre usato i materiali come un regista, un trovarobe teatrale, un narratore di storie e di racconti, cercando di creare dei percorsi, dei labirinti dove potermi incontrare con lo spettatore, per poi perderci entrambi nell’opera stessa”.